Il cLima
è iMPAzZIto_

non chiamatelo maltempo

Alluvioni, innalzamento dei mari, siccità. Sono tutti sintomi di una malattia del nostro Pianeta, chiamata cambiamento climatico.
I ghiacci si sciolgono e gli eventi atmosferici estremi come bombe d’acqua e ondate di calore sono sempre più frequenti, anche in Italia, dove stanno aumentando i disastri climatici.
Intanto aziende senza scrupoli continuano ad inquinare e fare profitti, agevolate dall’inerzia dei governi.

Basta rimandare. Bisogna ascoltare gli scienziati e agire subito per tagliare le emissioni e abbandonare gas, petrolio e carbone!

Chiedi al Governo Italiano azioni rapide per per evitare altri disastri climatici.

Campo Obbligatorio.

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Partecipando alla petizione riceverai informazioni in linea con le tue preferenze e interessi su questa ed altre attività di Greenpeace. Tuteliamo la tua privacy.

Italia Tra ALLUVIONI
E CALDO recoRd_

In Italia stiamo già pagando il prezzo dei cambiamenti climatici.

Nel 2018 nel nostro Paese si sono verificati eventi meteorologici estremi che, oltre a causare danni al territorio e all’economia, hanno provocato delle vittime: sono 37, solo nel mese di ottobre 2018, le persone che hanno perso la vita in seguito a disastri climatici.

Se la temperatura globale dovesse aumentare ancora di mezzo grado, intere aree del nostro Paese subirebbero danni umani, ambientali ed economici gravissimi.

UNA FOrESTA
DISTRUtTA

(Belluno)

Novembre 2018. Una tempesta con venti fino a 180 km/h si abbatte nella provincia di Belluno, distruggendo migliaia di ettari di bosco. Una distesa di alberi e rami, impastati con fango e detriti, riempie quasi completamente la diga del Comelico.

ALlUVIONi ED
eSONDAZiONI

(Piemonte)

Nel Novembre 2016 un’alluvione colpisce il Piemonte.
Il Po esonda in diversi punti lungo il suo tragitto, e la portata d’acqua provoca ingenti danni alla città di Torino, arrivando a sradicare dall’ancoraggio due battelli turistici e facendoli schiantare contro il ponte Vittorio Emanuele I.

SeMPRE Più
A RiSCHIO

(Venezia)

Venezia è una delle città italiane più a rischio, a causa dei cambiamenti climatici. L'innalzamento del livello dei mari, infatti, potrebbe mettere in ginocchio la città, che già oggi vive spesso fenomeni di acqua alta.

EROSIONE
DElLA COSTA

(Litorale laziale)

Il bilancio dei sedimenti costieri indica che, negli ultimi cinquant’anni, in Italia sono andati persi più di 35 chilometri quadrati di coste. A Fregene ci si difende dall’avanzata del mare e dall’erosione costiera creando barriere artificiali fatte di sacchi di sabbia.

DESeRTIFiCAZIONE
E SiCciTà

(Basilicata)

Lago di San Giuliano, in provincia di Matera. Nel punto in cui il torrente Bradano si immette nel lago, il letto è talmente arido da mostrare le spaccature dovute al ritirarsi delle acque. Questi terreni, sempre più aridi, non sono più adatti alle colture agricole e alla pastorizia.

Il puNtO dI
non RitOrno_

I Governi hanno ignorato per troppo tempo gli allarmi degli scienziati, e le aziende hanno continuato per anni a bruciare gas petrolio e carbone, continuando ad aumentare i livelli di CO2 e lasciando le conseguenze sulle spalle dei cittadini.

Eppure gli scienziati ci hanno già messo in guardia. Le emissioni globali devono essere dimezzate entro il 2030, ed essere totalmente azzerate entro il 2050. Questo è l’unico modo per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 C°, soglia oltre la quale le conseguenze per il Pianeta potranno essere devastanti.

Non c’è tempo da perdere. Siamo già 1 grado celsius sopra i livelli preindustriali. Se si dovesse continuare ad emettere CO2 ai ritmi odierni, il livello di 1,5°C potrebbe essere superato tra soli 11 anni.

Siamo l’ultima generazione che può vincere la sfida dei cambiamenti climatici. Va fatto adesso. Non domani, oggi!

La SolUziONe È
nELle nOStre Mani_

La scienza ci dice che la soluzione per combattere i cambiamenti climatici esiste, ed è abbandonare le fonti fossili come carbone, gas e petrolio, accelerare la transizione energetica verso un mondo 100% rinnovabile, oltre a diminuire il consumo di carne e fermare la deforestazione.

Firmando l'Accordo di Parigi, i Paesi di tutto il mondo -compresa l’Italia- si sono impegnati nel 2015 a mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto della soglia dei 2°C e a portare avanti iniziative concrete per contenere questo aumento entro 1,5°C.

Invece, il nostro Paese non sta facendo quello che serve per difenderci dalla minaccia dei cambiamenti climatici.

O si è parte della soluzione o si è parte del problema. Non ci sono vie di mezzo.

LE NOSTRe
rIChIeSTE_

I governi che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno presentato piani energetici che prevedevano favori all’industria fossile e ostacoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, scaricando le conseguenze di queste scelte sui cittadini.

L’attuale governo italiano non si è distinto, e ha presentato un Piano Energia e Clima del tutto inadeguato, che mette al centro il gas naturale e sottostima invece il contributo delle energie rinnovabili.



Ai tre Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, responsabili del Piano Nazionale Energia e Clima, CHIEDIAMO:

Un taglio netto alle emissioni

Chiediamo di includere nel Piano Nazionale Energia e Clima l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050, ed elaborare una roadmap per raggiungere questo obiettivo

Basta puntare sul gas

Chiediamo di fermare investimenti enormi e insensati sul gas naturale, una fonte inquinante che non deve essere al centro del futuro energetico italiano, ma deve accompagnare la transizione verso un mondo 100% rinnovabile il più rapidamente possibile

Più rinnovabili e potere ai cittadini

Chiediamo di aumentare con urgenza e ambizione gli investimenti sulle energie rinnovabili, supportando i cittadini che vogliono autoprodurre energia da fonti rinnovabili e non essere clienti delle grandi multinazionali

STOP carbone

Chiediamo, infine, di mantenere l’impegno, già ufficializzato, di abbandonare completamente il carbone entro il 2025.



È un momento cruciale. Abbiamo un disperato bisogno di azioni urgenti per il clima, e i Governi, anche quello Italiano, devono metterle in campo subito. Basta aspettare! FIRMA LA PETIZIONE




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