Due emergenze, una sola via d'uscita: basta fonti fossili!


Mentre milioni di persone e piccole imprese rischiano di non riuscire a pagare le bollette e subiscono gli effetti dei disastri climatici, le multinazionali dei combustibili fossili, come Eni e Shell, incassano cifre record da questa crisi.
Questa non è sicurezza energetica!
Al Governo Italiano chiediamo di tassare al 100% gli extra-profitti delle industrie fossili, ridistribuirli alle persone per difendersi dal caro bollette e investire seriamente nelle energie rinnovabili.

Serve una giustizia energetica e climatica: le persone e il pianeta vengono prima dei profitti di pochi!

L’unica energia sicura è l’energia rinnovabile!
Chiedi al Governo Italiano misure concrete contro la crisi energetica e climatica.

La nostra dipendenza da gas e fonti fossili miete vittime, ma solo tra cittadini e piccole e medie imprese. Non va così per Eni, una delle aziende italiane più inquinanti al mondo e il maggior emettitore di CO2 in Italia, che nei primi nove mesi del 2022 ha realizzato un record di 10,80 miliardi di utile:

oltre il quadruplo rispetto al 2021! Se l’Italia avesse il coraggio di tassare gli extra-profitti di queste aziende inquinanti al 100%, potrebbe usare questi fondi per sostenere davvero la popolazione, con contributi per le bollette e non solo: in alcuni Paesi, come la Germania e la Spagna, per far fronte all'aumento dei costi di carburante e trasporti, sono stati introdotti "biglietti climatici", che rendono gratuiti o molto più convenienti i treni e i trasporti pubblici. 

Crisi energetica e climatica hanno la stessa causa e la stessa soluzione: invece di finanziare chi inquina, è ora di investire nelle energie rinnovabili.

Città sempre più roventi, intere regioni devastate per siccità, frane e alluvioni. Incendi indomabili, agricoltura in ginocchio.
L’Europa, Italia inclusa, è un hot-spot: una zona rossa dell'emergenza climatica, dove le temperature crescono più del doppio della media del pianeta. Se continua così, l'estate rovente del 2022 rischia di essere la più fresca di tutte quelle che ci aspettano.
I dati europei (1980-2020) raccolti dall’Agenzia europea dell’ambiente parlano di 140 mila morti causati da eventi estremi legati ai cambiamenti climatici. La Germania è stato il paese più colpito seguito dalla Francia. L'Italia si posiziona terza, con 21 mila morti.
Le emissioni dannose per il clima vanno fermate subito e i responsabili dell’inquinamento devono essere considerati colpevoli anche delle catastrofi climatiche.


Il Governo Meloni ha scelto di sacrificare i mari e colpire anche il turismo: tra i suoi primi provvedimenti c’è stato il rilancio delle trivellazioni per l’estrazione di gas fossile nel Mar Adriatico.
Ma il gas è una falsa soluzione alla crisi energetica, e non garantisce autonomia a lungo termine.
Anche estraendo dai nostri mari tutte le riserve di gas (certe e “probabili”) avremmo poco più di un anno di autonomia:

è solo una piccola toppa su una voragine verso l'inferno climatico!
L'industria italiana è pronta a realizzare impianti rinnovabili che valgono più della quantità di gas teorica presente nel nostro mare. Impianti che darebbero maggiore occupazione e garantirebbero una produzione energetica a lungo termine. Perché non farlo?

Puntare sul gas, rischiando di distruggere interi tratti di costa e fondali marini, conviene solo alle multinazionali come Eni, un vero e proprio “partito del gas” capace di fare pressione per bloccare la transizione ecologica del nostro Paese.

Alluvioni e siccità? “È il maltempo”.
Azzerare le emissioni? “Sarà possibile solo nel 2050”. Le aziende inquinanti? “Stanno diventando green”. Transizione ecologica? “Si, ma prima trivelliamo i mari in cerca di gas!”
Il nucleare? “La soluzione a tutti i problemi!

La verità è che una fitta rete di interessi economici lega l’industria dei combustibili fossili alla politica e ai media, e impedisce alle persone di comprendere la reale gravità del riscaldamento globale. L’effetto di questo patto di potere tra media, politica e multinazionali è convincerci che soluzioni già disponibili basate sull'energia del sole e del vento siano troppo costose o impossibili da realizzare. 

Questo è il greenwashing, che nasconde l’inferno climatico.


Al Governo Italiano chiediamo di mettere in atto con urgenza questi provvedimenti per metterci al sicuro dalla crisi energetica e climatica.

1 Tassare tutti gli extra-profitti di tutte le aziende di combustibili fossili, al 100%;

2 utilizzare i proventi di questa tassazione per promuovere l’energia pulita, incentivare l’autonomia e l'efficienza energetica di persone, comunità e imprese;

3 riformare il mercato energetico affinché gli investimenti in energia rinnovabile non siano penalizzati, ma restino convenienti;

4 abbandonare la follia di nuove trivellazioni e puntare su una transizione energetica basata sulle fonti rinnovabili, il risparmio, l’efficienza energetica, lo sviluppo tecnologico e la creazione di nuovi posti lavoro;

5 introdurre il “biglietto climatico” per treni e trasporti pubblici, e vietare i voli a corto raggio e i jet privati.

La sicurezza di cui abbiamo bisogno è un’altra. L’unica energia sicura è l’energia rinnovabile! Firma la petizione.

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