Transizione
ecologica

dalle parole ai fatti!

Green, sostenibilità, resilienza, transizione ecologica sono parole rassicuranti sempre più spesso pronunciate nei discorsi dei nostri politici: ma cosa intende fare il Governo su gas, petrolio, carbone, allevamenti intensivi, rifiuti e armi?

Siamo l’ultima generazione che può fermare lo sfruttamento illimitato delle risorse del Pianeta che ha causato il collasso ambientale e sanitario. Dobbiamo agire ora!

Chiedi al Governo Draghi 10 scelte coraggiose e urgenti per rendere concreta la transizione ecologica.

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Partecipando alla petizione riceverai informazioni in linea con le tue preferenze e interessi su questa ed altre attività di Greenpeace. Tuteliamo la tua privacy.

"Un Buon Pianeta"
alla prova dei fatti


Il Presidente Draghi si è impegnato per un futuro green del nostro Paese, tanto da Istituire un Ministero per la Transizione Ecologica.

Per vincere questa sfida però servono azioni concrete che non piacciono alle lobby delle industrie fossili la cui strategia industriale è ancora fondamentalmente basata sull’accumulo di riserve di petrolio e gas, come il piano ENI: l’esatto contrario della Transizione Ecologica!

I nemici della
transizione ecologica



ALLEVAMENTI
INTENSIVI

Gli allevamenti intensivi non devono più ricevere fondi pubblici che non siano vincolati a efficaci misure per ridurre il loro impatto ambientale, a partire da una forte riduzione del numero di animali allevati. È urgente indirizzare i finanziamenti alle aziende agricole che producono in modo ecologico: sostenendo le piccole realtà in crisi. Almeno il 40% della superficie agricola deve essere dedicata all’agricoltura biologica entro i prossimi 9 anni.

PETROLIO
E GAS

Dobbiamo accelerare, ad un ritmo 6 volte maggiore dell'attuale, lo sviluppo delle rinnovabili con più investimenti e procedure di autorizzazione semplificate. Occorre investire in infrastrutture di rete, comunità energetiche, efficienza e sistemi di accumulo dell'energia, a partire dalle batterie.
Stop a trivelle e attività di ricerca di idrocarburi a mare e a terra. No a finanziamenti pubblici per cattura e stoccaggio della CO2.



PLASTICA E
ALTRI RIFIUTI

Continuare a produrre beni usa-e-getta, per alimentare impianti che trasformano i rifiuti in energia e carburanti, è una follia. È urgente introdurre piuttosto meccanismi di responsabilità per i produttori (come la Plastic Tax) che coprano i costi degli impatti ambientali.
Per una vera economia circolare, occorre incentivare l’ecodesign per prodotti che siano durevoli, riparabili e riutilizzabili, a partire dalle aziende tessili e del Made in Italy.

DISTRUZIONE
DELLA BIODIVERSITÀ

Rimboschimenti compensativi, biomasse forestali e piantumazioni, spesso sono false soluzioni: non si azzerano così le emissioni.
La pesca eccessiva e l’inquinamento del mare devono essere arginati una volta per tutte.
È urgente rafforzare la rete di aree protette tutelando almeno il 30% del nostro territorio e dei nostri mari, e investire per salvaguardare il patrimonio naturale del nostro Paese.



ARMI

Le spese militari, che portano il nostro Paese ad accrescere inutilmente il proprio arsenale, devono essere tagliate.
È urgente inserire come obiettivo del PNRR la riconversione dell’industria militare, vincolando i fondi alla transizione verso la humane security e lo sviluppo del sistema di welfare e sanitario.

CITTÀ INVIVIBILI

Lo smog e la scarsa presenza di spazi verdi, lasciati troppo spesso al degrado, rendono le nostre città insalubri e devono essere affrontati in modo strutturale e sistemico, in centro come nelle periferie.
È urgente investire in mobilità alternativa, elettrificare i trasporti e investire nello sviluppo di reti di trasporto su rotaia, locali e regionali, dal centro alla periferia.

10 richieste per
il Governo Draghi



Sbloccare con investimenti e procedure semplificate il settore delle rinnovabili.

Bloccare le Trivelle e i nuovi progetti fossili di stoccaggio della CO2.

Potenziare le infrastrutture di rete e investire in sistemi di accumulo dell’energia ed efficienza energetica.

Non finanziare più gli allevamenti intensivi e riconvertirli imponendo la netta riduzione degli animali allevati.

Promuovere un'agricoltura ecologica senza pesticidi, rispettosa di ambiente e biodiversità.

Ridurre i rifiuti prodotti disincentivando il monouso e lo spreco di risorse naturali.

Incentivare filiere del made in Italy orientate al riuso, riciclo, durabilità e riparabilità dei prodotti.

Riconvertire l'industria militare mettendo al centro della sua mission la lotta alle vere minacce a cittadini e ambiente.

Investire per proteggere almeno il 30% del nostro territorio e dei nostri mari entro il 2030 e rafforzare la tutela del patrimonio naturale italiano.

Promuovere la mobilità sostenibile e le aree verdi in città, dal centro alla periferia.

Un mondo in cui non dovremmo più essere costretti a scegliere tra lavoro e salute, tra crescita economica e tutela dell’ambiente, è ancora possibile, ma dobbiamo costruirlo ora. Abbiamo solo poche settimane per farci sentire dal nuovo Governo, non c’è tempo da perdere. Firma la petizione!

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