Transizione
ecologica

dalle parole ai fatti!

Siamo l’ultima generazione che può fermare lo sfruttamento illimitato delle risorse del Pianeta che continua ad alimentare conflitti.
I combustibili fossili come gas, petrolio e carbone hanno una lunga storia legata a conflitti e guerre, da qualunque parte provengano: i Governi devono abbandonarli prima possibile.
Green, sostenibilità, resilienza, transizione ecologica sono parole rassicuranti, ma per garantire la Pace e salvare il clima servono fatti!

Chiedi al Governo Draghi di accelerare la transizione ecologica.

Alla pace serve energia pulita




Invece di smettere di finanziare la guerra in Ucraina ponendo fine alla dipendenza dell’Europa dall’importazione di fonti fossili dalla Russia, i nostri leader hanno deciso semplicemente di cambiare fornitori di gas e petrolio rivolgendosi a Paesi come Algeria, Congo, Libia. Una strada sbagliata.
Per garantire l’autonomia energetica, e metterci al sicuro dai cambiamenti climatici c’è una strada sola: investire nelle energie rinnovabili e accelerare la transizione energetica. Il momento migliore per iniziare era 20 anni fa, ma il secondo momento migliore è adesso!

I nemici della
transizione ecologica



PETROLIO
E GAS

Dobbiamo accelerare, a un ritmo almeno 6 volte maggiore dell'attuale, lo sviluppo delle rinnovabili con più investimenti e procedure di autorizzazione semplificate. Occorre investire in infrastrutture di rete, comunità energetiche, efficienza e sistemi di accumulo dell'energia, a partire dalle batterie. Stop a trivelle e attività di ricerca di idrocarburi in mare e a terra. No a finanziamenti pubblici per cattura e stoccaggio della CO2.

ARMI

Le spese militari, che portano il nostro Paese ad accrescere inutilmente il proprio arsenale, devono essere ridotte, non aumentate. È urgente inserire come obiettivo del PNRR la riconversione dell’industria militare, vincolando i fondi alla transizione verso la human security e lo sviluppo del sistema di welfare e sanitario.

PLASTICA E
ALTRI RIFIUTI

Plastica vuol dire petrolio e gas fossile. Continuare a produrre beni usa-e-getta, per alimentare impianti che trasformano i rifiuti in energia e carburanti, è una follia. È urgente introdurre piuttosto meccanismi di responsabilità per i produttori (come la Plastic Tax) che coprano i costi degli impatti ambientali.

ALLEVAMENTI
INTENSIVI

Gli allevamenti intensivi non devono più ricevere fondi pubblici che non siano vincolati a efficaci misure per ridurre il loro impatto ambientale, a partire da una forte riduzione del numero di animali allevati. È urgente indirizzare i finanziamenti alle aziende agricole che producono in modo ecologico: sostenendo le piccole realtà in crisi. Almeno il 40% della superficie agricola deve essere dedicata all’agricoltura biologica entro il 2030.

DISTRUZIONE
DELLA BIODIVERSITÀ

Rimboschimenti compensativi, biomasse forestali e piantumazioni, spesso sono false soluzioni: non si azzerano così le emissioni di gas serra. La pesca eccessiva e l’inquinamento del mare devono essere arginati una volta per tutte. È urgente rafforzare la rete di aree protette tutelando almeno il 30% del nostro territorio e dei nostri mari, e investire per salvaguardare il patrimonio naturale del nostro Paese.

CITTÀ

Lo smog e la scarsa presenza di spazi verdi, lasciati troppo spesso al degrado, rendono le nostre città insalubri. Questi problemi devono essere affrontati in modo strutturale e sistemico, in centro come nelle periferie. È urgente investire in mobilità sostenibile, elettrificare i trasporti e investire nello sviluppo di reti di trasporto su rotaia, locali e regionali, dal centro alla periferia.

10 richieste per
il Governo Draghi



Sbloccare con investimenti e procedure semplificate il settore delle rinnovabili.

Bloccare le Trivelle e i nuovi progetti fossili di stoccaggio della CO2.

Potenziare le infrastrutture di rete e investire in sistemi di accumulo dell’energia ed efficienza energetica.

Non finanziare più gli allevamenti intensivi e riconvertirli imponendo la netta riduzione degli animali allevati.

Promuovere un'agricoltura ecologica senza pesticidi, rispettosa di ambiente e biodiversità.

Ridurre i rifiuti prodotti disincentivando il monouso e lo spreco di risorse naturali.

Incentivare filiere del made in Italy orientate al riuso, riciclo, durabilità e riparabilità dei prodotti.

Riconvertire l'industria militare mettendo al centro della sua mission la lotta alle vere minacce a cittadini e ambiente.

Investire per proteggere almeno il 30% del nostro territorio e dei nostri mari entro il 2030 e rafforzare la tutela del patrimonio naturale italiano.

Promuovere la mobilità sostenibile e le aree verdi in città, dal centro alla periferia.

Un mondo in cui non dovremmo più essere costretti a scegliere tra lavoro e salute, tra crescita economica e tutela dell’ambiente, è ancora possibile, ma dobbiamo costruirlo ora. Abbiamo solo poche settimane per farci sentire dal nuovo Governo, non c’è tempo da perdere. Firma la petizione!

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