STOP BOTTIGLIE
DI PLASTICA

CHIEDI ALLE AZIENDE DI CAMBIARE

Mentre il mare soffoca per la plastica, il mercato italiano continua ad essere inondato con miliardi di bottiglie: un giro d’affari milionario alimentato anche dal falso mito del riciclo.
Non solo i mari, la plastica minaccia anche il clima e la nostra salute, perché è prodotta da petrolio e gas fossile e inquina in ogni fase del ciclo di vita, dalla produzione all'incenerimento.
Le alternative alle bottiglie di plastica esistono, ma le aziende non vogliono usarle. Convinciamole a cambiare!

Basta false soluzioni!
Chiedi a Coca-Cola, Nestlé, PepsiCo,
San Benedetto e Sant’Anna
di ridurre drasticamente l’uso
di bottiglie in plastica monouso.

Campo Obbligatorio.

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Partecipando alla petizione riceverai informazioni in linea con le tue preferenze e interessi su questa ed altre attività di Greenpeace. Tuteliamo la tua privacy.

L’altra faccia della plastica


Il 99% della plastica prodotta a livello globale è fabbricata a partire da petrolio e gas fossile, tanto che il ciclo di vita della plastica (produzione e incenerimento) emette una quantità di gas serra equivalente a quelle di circa 200 centrali a carbone. 
Gli impatti ambientali sono ancora maggiori se si considera anche il trasporto: ad esempio l’acqua in plastica viene poi trasportata in TIR che a loro volta inquinano l’aria e producono altra CO2.
E con l’attuale piano di sviluppo industriale la produzione di plastica potrebbe triplicare entro il 2050, generando ancora più inquinamento.

Salute a rischio


Il mito secondo cui la plastica è igienica, è stato inventato dalle aziende. 
La verità è che questo materiale è fatto di sostanze chimiche che potrebbero causare seri danni alla nostra salute, tra cui alcune forme tumorali. Additivi come ftalati e bisfenolo A sono noti interferenti endocrini: una volta entrati nel nostro corpo possono alterare l'equilibrio ormonale, e generare serie conseguenze su funzioni vitali importantissime come la crescita, lo sviluppo sessuale e il metabolismo di ognuno di noi.
La produzione di plastica ha anche impatti devastanti sulle persone che vivono vicino agli impianti petrolchimici.



Primato italiano


In Italia consumiamo più di 11 miliardi di bottiglie di plastica all’anno. Il nostro Paese è il terzo nel mondo -dopo Messico e Thailandia- e primo in Europa per il consumo di acqua minerale in bottiglie di plastica.

Negli ultimi dieci anni, le vendite totali delle sole acque minerali imbottigliate in plastica sono passate dai circa 5 a circa 10 miliardi di bottiglie l’anno. 

Il riciclo è una bufala


Solo la metà del PET (il tipo di plastica usato per le bottiglie) venduto in tutto il mondo viene raccolto per essere riciclato, e solo il 7% delle bottiglie raccolte per il riciclo sono trasformate in nuove bottiglie. 
Il resto finisce nei fiumi, nel mare e sulle nostre spiagge, bruciato negli inceneritori, in discariche a volte gestite in modo illegale, aumentando ancora di più il rischio di reati ambientali.

Mai più bottiglie in plastica!
Le alternative esistono.


Ogni minuto di ogni giorno l’equivalente di un camion
pieno di rifiuti in plastica monouso finisce nei mari del Pianeta.
Dobbiamo investire su contenitori ricaricabili e riutilizzabili!

Le nostre
richieste

A Coca-Cola, Nestlé, PepsiCo, San Benedetto e Sant’Anna, aziende leader del mercato italiano, chiediamo di:

1 ridurre drasticamente il ricorso a bottiglie in plastica monouso;

2 adottare sistemi di vendita basati su un elevato impiego di contenitori riutilizzabili;

3 lavorare insieme alle grandi catene di supermercati per installare stazioni di ricarica per le bevande.

Queste aziende devono riconoscere una volta per tutte che la plastica monouso ha impatti distruttivi sulle persone e sul Pianeta, e devono impegnarsi ad abbandonarla completamente.
Altrimenti, ben presto non resterà che un mare di plastica!

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