L’inquinamento da plastica è come un iceberg: degli 8 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono in mare, solo una minima parte è visibile. Il resto è composto da microplastiche: frammenti minuscoli, che hanno invaso e contaminato tutto il Pianeta.

Si generano dai rifiuti in decomposizione, ma si trovano anche nei detersivi, cosmetici, vernici e tanti altri prodotti dove sono legalmente usate.

Prodotti progettati per inquinare, da aziende che grazie all'assenza di una legge, sono di fatto autorizzate a distruggere il mare e mettere potenzialmente a rischio la nostra salute. Chiediamo una legge più severa contro la plastica, prima che sia troppo tardi!

Non vogliamo un mondo di plastica!
Chiedi al Ministro dell’Ambiente il bando delle microplastiche da tutti i prodotti commerciali.

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Acqua, suolo, aria.

Piccolissimi frammenti plastici sono ormai ovunque, non solo nei mari, ma addirittura nell'aria che respiriamo e nell'acqua che beviamo.

Uno studio americano ha scoperto che le microplastiche possono essere trasportate dalle gocce di pioggia e dall’aria. E con la pioggia o il vento la plastica si deposita persino sulle vette alpine e sulle calotte polari. Tanto che è stata rinvenuta plastica persino in aree remote, inclusi i ghiacci dell’Antartico.

Poiché misurano meno di 5 millimetri, le microplastiche, in gran parte sfuggono agli impianti di depurazione e una volta finite nell’ambiente, sono impossibili da rimuovere e possono diventare cibo per pesci.



Solo in Europa, più di 40 mila tonnellate di microplastiche che inquinano direttamente i mari, ogni anno, provengono da prodotti commerciali come cosmetici, detergenti, vernici, fertilizzanti ma anche dall’industria petrolchimica in forma di granuli.


Lucidalabbra • Polveri • Creme

Cosmetici-make up

Per potenziare le proprietà “esfoliante”, opacizzante, l’azione “setizzante”, antischiuma, emolliente per la pelle.

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

3.800 ( 1.700 - 5.900 )

Detersivi per lavatrice • Ammorbidenti • Prodotti per superfici • Cere per pavimenti • Lucidanti.

Detergenti

Per aumentare l’effetto abrasivo, opacizzante, antischiuma e per l’incapsulamento di fragranze.

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

8.500 ( 1.100 - 8.800 )

Fertilizzanti

Prodotti per l’agricoltura

Per controllare il rilascio dei diversi principi attivi presenti nei fertilizzanti ed erbicidi, e come additivi in alcuni fertilizzanti.

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

10.000 ( 3.500 - 18.000 )

Oil e gas

Utilizzate come additivi nei prodotti chimici di perforazione e produzione (lubrificanti, agenti di riduzione dell’attrito, agenti antischiuma)

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

270 ( 0 - 550 )

Pitture • inchiostri

Sono parte integrante dei leganti per la dispersione di prodotti coprenti a base acquosa, e additivi in speciali rivestimenti architettonici e industriali.

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

2.700 ( 0 - 5.200 )

Materiali di riempimento per campi da gioco in erba sintetica

Impiegate come materiali di riempimento (infill).

Rilascio medio (min/max)
in ambiente espresso in ton per anno

20.000 ( 2.300 - 64.700 )

Non esiste un livello ammissibile di biodegradabilità della plastica: più piccole sono le particelle, più pericolose sono per il mare e potenzialmente per la nostra salute.

Solo 70 anni fa la plastica non esisteva, ora è ovunque e sta contaminando ogni angolo del Pianeta. Non possiamo più permetterci prodotti progettati per inquinare.



Non solo il flacone, purtroppo anche il contenuto di molti detergenti è a base di plastica. Abbiamo analizzato le liste degli ingredienti di 1819 detergenti per il bucato, superfici e stoviglie presenti sul mercato italiano: molti di questi contiene tracce di plastica liquida, semisolida o solubile.




Dell’impatto ambientale di queste plastiche si sa ancora poco, ma quello che è certo è che questi prodotti sono destinati ad inquinare il mare. Una ricerca condotta su un depuratore di una grande città italiana con oltre un milione di abitanti, ha dimostrato che questo può potenzialmente rilasciare nell’ambiente ogni giorno fino a 160 milioni di microplastiche, solo attraverso le acque di scarico, che poi dai fiumi finiscono in mare.



Opacizzante, setizzante, emoliente: molte delle proprietà dei cosmetici più pubblicizzate sono ottenute con l’aggiunta di plastica.
Le microplastiche si trovano così nei lucidalabbra, nelle polveri, nelle creme per la pelle, e questo nonostante le alternative naturali consentano di raggiungere gli stessi risultati. 




Perchè continuare con la plastica, inquinando il mare e mettendo potenzialmente a rischio anche la nostra salute? 

Secondo alcune stime il 65% dei cosmetici a livello mondiale è prodotto in Italia, dove il settore conta più di 800 aziende. Il nostro Paese può avere un ruolo decisivo sulla lotta all’inquinamento da microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti! 



La plastica che finisce nello stomaco dei pesci e negli altri organismi marini come crostacei e molluschi è purtroppo solo la parte più conosciuta del problema legato all’ingestione della plastica.

Dal pesce all’acqua in bottiglia, dal sale da cucina al vino: le microplastiche sono ormai un ingrediente indesiderato del nostro cibo. Recentemente, tracce di plastica sono state trovate anche nella frutta e verdura.




Durante le ultime spedizioni nel Mar Tirreno abbiamo riscontrato la presenza di microplastiche nel 25-30% delle specie di pesci e invertebrati comunemente in commercio, che finiscono sulle nostre tavole.

Quali effetti queste microplastiche possano avere sul nostro organismo e alla nostra salute? Gli scienziati devono ancora dare una risposta definitiva, e ad oggi i rischi per la salute delle persone non possono essere esclusi.

L’unica proprietà della microplastica
è quella di inquinare l’ambiente.


Proteggiamo il mare dal nemico invisibile!



Dal 1 gennaio 2020 l’Italia ha vietato il commercio di prodotti cosmetici contenenti microplastiche. Si tratta di un primo passo avanti, che ha posto il nostro Paese all’avanguardia, ma purtroppo non è ancora abbastanza.

Il divieto infatti riguarda solo una ristretta categoria di cosmetici (cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente) mentre ne esclude molti altri, e non tocca le altre categorie merceologiche in cui le microplastiche vengono aggiunte intenzionalmente.

Per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente di:

Supportare la proposta europea di vietare l’uso di microplastiche aggiunte intenzionalmente in numerosi prodotti e:

1. Definire rigidi criteri per la biodegradabilità.

2. Non inserire alcun limite minimo di dimensioni per l’identificazione delle microplastiche: le particelle più piccole possono essere quelle più pericolose.

3. Estendere il divieto anche alle plastiche liquide, semisolide e solubili usate come ingredienti in numerosi prodotti di uso comune.

4. Introdurre rigide regole per evitare la dispersione in ambiente dei granuli prodotti dall’industria petrolchimica.

5. Regolamentare la presenza di microplastiche nei fanghi di depurazione da utilizzare in agricoltura.

L’attuale proposta di regolamentazione può essere migliorata, per questo chiediamo al Ministero dell’Ambiente Italiano di sostenere l’Europa e porla all’avanguardia a livello globale nella lotta all’inquinamento da microplastiche.

Basta plastica, dentro e fuori i prodotti che acquistiamo!


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